E quindi detto fatto, con le sorelle ci siamo organizzate per andarci un venerdì mattina.
Abbiamo utilizzato il passante ferroviario (forlanini - milano rho fiera poco meno di 30 minuti con 4.40 € di biglietto)
Siamo arrivate tre quarti d'ora prima che aprissero i cancelli, e c'era già un sacco di gente già in coda...Anche se i cancelli avrebbero dovuto aprire alle 10 lo hanno fatto un po' prima.
Subito passati i tornelli abbiamo incontrato delle ragazze che distribuivano le cartine, INDISPENSABILI.
Davanti all'entrata c'è il padigione Zero ma aveva già una coda interminabile, quindi siamo andate avanti, ci siamo perse via con le mega statue, ma poi abbiamo cominciato il ns percorso.
Siamo entrate nel padiglione del Vietnam, più che per scelta, per caso, stava aprendo mentre stavamo passando e ci siamo buttate dentro, più interessante fuori che dentro.. il secondo piano è solo di gadget.
Il padiglione è nella zona del Basmati, ci si può soffermare a guardare le piante, leggere le descrizioni dei vari tipi di riso.
Sottovetro c'è anche un macchinario che serviva a ripulire le spighe.
Lungo tutto il Decumano (che non è altro che il corridoione che taglia in due l'area) ci sono riproduzioni di vari alimenti (cereali, carnte, frutta e verdura, vino...) e ambientazioni legate alla coltivazione e pesca.
Ci siamo poi messe in coda al padiglione degli Emirati Arabi Uniti. Siamo state subito avvisate che l'attesa sarebbe stata di circa due ore e mezza.
Nel tragitto obbligato della coda si possono già apprendere informazioni su questo stato. Il percorso è disseminato di piante del loro territorio, scelte per la loro adattabilità al nostro clima, per quasi ognuna di loro è stato messo un cartello con qualche informazione sulla pianta. Tra questi cartelli ce n'è uno relativo alla struttura del padiglione. Le pareti sono costituite da lastroni alti 12 metri, sui quali è stata impressa la forma delle dune di sabbia del deserto, anche al tatto ricordano la sabbia compatta. Una volta terminata l'esposizione questi verranno utilizzati in una cittadina (credo Masdar) per dare ombra in alcuni percorsi pedonali.
All'ingresso del padiglione ci sono una serie di schermi interattivi dove gli Emirati Arabi pongono domande sulle questioni più importanti per loro (come l'acqua e la coltivazione) e in quelli successivi espongono le loro risposte a questi problemi, ad esempio stanno studiando metodi per desalinizzare l'acqua. Dopo aver letto queste informazioni si accede a un teatro dove viene fatto vedere un filmato molto carino sull'importanza dell'acqua, del cibo, della forza della natura e sull'industrializzazione.
L'ultima parte del padiglione è dedicata più che altro a quello che mostreranno al prossimo Expo.
Poi abbiamo deciso di metterci in coda per il padiglione dell' Azerbaigian. Sapevamo che potesse essere carino e la coda non era molto lunga.
Il padigione è "diviso" in tre biosfere. La prima da informazioni geografiche, e per comprenderla meglio bisogna guardarla dall'alto. Nella seconda sono presenti delle installazioni di tulipani che si illuminano con lo sfioramento della mano ed emettono i suoni delle varie zone dove sono presenti sul territorio. Nella terza sono presenti tabelloni interattivi che raccontano i loro piatti, i loro alimentani, come li coltivano e li usano.
Uscite di qui, abbiamo deciso di metterci in coda per il padiglione del Kazakistan, la coda da fuori sembra molto meno impegnativa di quello che è realmente, più ti avvicini all'obiettivo più la serpentina si fa più insidiosa...
Qui abbiamo totalizzato 3 ore e mezza di coda estenuante.
Durante tutta l'attesa davanti al padiglione sono stati proposti spettacoli per il pubblico.
All'inizio della coda si è lontani, quindi non si vede nulla e si sente poco e male, più si va avanti più si riesce ad apprezzare quello che 4-6 persone fanno per tutto il giorno a rotazione per distrarre le persone in fila.
Al termine delle 3 ore e mzza eravamo tutti fan sia dei cantanti che dei ballerini.
Finita l'attesa si entra in questa stanza...abbastanza grande ma non troppo...buia...con uno schermo.
Che il nostro (e non solo nostro) primo pensiero è stato "Tutto qui?????tre ore e mezza in piedi e....tutto qui???"
Ovviamente no.
Ci hanno presentato il loro paese con la loro storia raccontata a voce e accompagnata dai disegni fatti con la sabbia, moooolto affascinante. Poi siamo stati introdotti nel vero e proprio padiglione, dove si possono ammirare tramite delle sorte di cannocchiale le foto dei loro animali e paesaggi, poi si possono guardare al microscopio i vari tipi di terra, come viene estratto il caviale (terribile, ma molto più di quando uno si aspetti possa essercene in un pesce), c'è una vasta di storioni (tra i pesci più brutti che abbia mai visto) ci sono delle riproduzioni di mele e tulipani (io non lo sapevo ma sono entrambi originari del kazakistan, altro che Olanda e Trentino...)
Abbiamo assaggiato il latte di cavalla fermentato, che per loro è un prodotto top.........
è stata un esperienza terribile.
Poi il Top è arrivato davvero. Ci fanno accomodare in una sala fatta a cupola, occhiali 3D e via...filmato illustrativo dalla coltivazione all'allevamente e come sono le città...sarà che per me era la prima volta che vedevo un filmato in 3D, ma tra quello, le cose interessanti, il vento, i sedili che si inclinavano e tremavano....per me è stato davvero stupendo.
Uscite da qui ci siamo fermate.
Non molto...credo che la nostra prima ed unica sosta pipì-pranzo/cena-riposo non sia durato pù di 15 minuti. Non volendo nè spendere una fortuna, nè fare code assurde e dato che erano le sei e mezza del pomeriggio abbiamo optato per hot dog e birra ai chioschi della Coop.
Ci siamo poi ributtate nella fiumana del decumano.
Passando per caso di fianco al padiglione dell'Inghilterra e al suo famoso alveare, la sera rende sicuramente di più...ma niente di che.
Missione Giappone... quando siamo arrivate avevano chiuso la coda per entrare, un po' deluse abbiamo girato i tacchi e abbiamo visto il padiglione del principato di Monaco. Nemmeno una persona davanti...ci siamo buttate...
Sul tetto c'è un piccolo giardino a voler sottolineare che il principato col poco posto che ha si deve adattare, all'interno storie su come stanno cercando una soluzione per l'allevamento delle loro ostriche, parlano poi del problema meduse dato dalla pesca selvaggia, e poi cadendo un pò nello snob, dei legnami per i loro yatch.
Poi abbiamo provato ad andare al padiglione Svizzero, ma anche qui avevano chiuso l'accesso alle torri.
Evidentemente no!
Siamo quindi andate al padiglione dell'Austria perchè c'erano solo una ventina di persone in coda... E' un bosco. Punto. Carino in una giornata afosa perchè dentro ci sono almeno 5 gradi in meno e in alcuni punti si può godere dell'acqua nebulizzata...ma niente di più. Il tema per loro più che l'alimentazione era il respiro... Stanche della giornata, ma ancora con la voglia di vedere qualcosa ci siamo buttate nel padiglione dell'Iran, anche qui, forse per l'ora non c'era fila
Il padiglione è un lungo corridoio contornato da piante aromatiche con sullo sfondo un mega schermo su cui passano informazioni sul paese e alcune teche con vasellami in argento, zafferano...
Tra le informazioni che scorrono potrete leggere che l'Iran è il più antico produttore di acqua di Rose! Alla fine del percorso si può scegliere se uscire o scendere in una sala dove viene proiettato un filmato, noi siamo scese, e abbiamo scoperto scenari fantastici, e storie molto interessanti, come ad esempio quella di come cercano di conservare l'acqua per evitarne una troppo prematura evaporazione.
Prima di andarcene abbiamo provato ad entrare anche nel padiglione del Cile, ma anche questo aveva chiuso, allora siamo entrate nel loro "negozietto"....quantità pazzesche di ogni genere, dagli alcolici alle spezie in polvere, alle salse (stravince su tutte quelle a base di aglio), dagli stuzzichini di riso a quelli di patate e barbabietole essiccate...c'era davvero di tutto!
Alle nove e mezza abbiamo ripreso il treno e siamo tornate a casa stravolte e contente.
Conclusioni :
Prendere il passante ferroviario invece che la metro o i mezzi di superficie ha sicuramente reso il viaggio più veloce e meno costoso.
Portarsi snack e una bottiglietta d'acqua è la cosa migliore, evita di fare code interminabili quando è l'ora di pranzo/cena, ci sono "fontate" per riempire le bottigliette d'acqua sistemate in giro l'acqua è fresca e la si può scegliere frizzante!
Expo è disseminata di cestini per la raccolta differenziata, nonostante questo molti abbandonano i propri rifiuti in giro, è davvero disarmante.
Ad Expo non si può fumare "liberamente", ci sono zone dedicate ai fumatori, purtroppo questa regola non viene seguita a dovere.

Nessun commento:
Posta un commento