lunedì 12 ottobre 2015

Expo & The Sisters : Parte 2

Dato che la prima volta non siamo riuscite ad entrare nel padiglione del Giappone ho convinto una delle mie sorelle a venire con me per una seconda tornata.
Sta volta mi sono documentata meglio, soprattutto sui tragitti.
Ho scelto di entrare dall'entrata Roserio
primo perchè è attaccata al padiglione del Giappone
secondo perchè apre alle 9 (l'entrata lato metro e treno aprono alle 10)
e vi posso assicurare che in alcuni casi due ore di coda si accumulano in meno di cinque minuti.

Quindi passante fino a Certosa e poi potevamo scegliere tra tram (linea 12 o 19) o bus (40)
Noi abbiamo preso al volo il 12.
Dalla stazione di Lambrate al capolinea del 12 40 minuti scarsi
Di li si attraversa un ponte pedonale e si arriva all'ingresso della fiera.
Tra che era mercoledì e che erano le otto e un quarto del mattino la situazione folla era incoraggiante...non più di una trentina di persone prima di noi al tornello.

Appena entrate a passo svelto ci siamo dirette al padiglione del Giappone....dove la fila arrivava già a contornare quasi del tutto il padiglione stesso. da dove fosse spuntata tutta sta gente per me è ancora un mistero...ci siamo fatte le nostre due ore e mezza di coda e poi siamo finalmente entrate nel padiglione più osannato di Expo.
Sarà stata l'aspettativa troppo alta, non so, ma a noi proprio non è piaciuto...
Ti fanno entrare a gruppi di circa 50 persone e poi ti spingono nelle varie stanze senza lasciarti il tempo di leggere le informazioni stampate sui pannelli.
Carina la stanza con "i fiori/piatti bianchi" dove grazie a proiettori e giochi di specchi e luci sembra di stare in una risaia.
Il ristorante del futuro, che è l'ultimo pezzo, è stata la cosa più deludente...non che mi aspettassi di mangiare davvero qualcosa, ma invece di guardare due soggetti vestiti con abiti improbabili che fanno il karaoke avrei preferito una mini lezione di cucina, o qualche curiosità sui loro piatti, le origini, le usanze, i metodi di cottura o conservazione...e invece no, abbiamo concluso con una pagliacciata.
 











Deluse e ammareggiate abbiamo guardato dall'altro lato del decumano, e lo stand della Moretti ci sorrideva...alla sua sinistra il padiglione del Quatar con una coda importante, alla sua destra quello del Marocco...era nella lista delle cose che tempo permettendo avremmo voluto vedere, quindi, ci siamo messe in coda, e abbiamo colto l'occasione di berci una bella birretta visto che di fianco c'è il padiglione della Moretti!
Il padiglione del Marocco entra nella Top Ten di quelli da vedere!
è ricchissimo di informazioni ed è strutturato molto bene. Noi abbiamo "scoperto di essere davvero ignoranti"...
Il Marocco è tra i maggiori produttori di olio d'oliva, e l'unico produttore al mondo di olio di Argan...
E' tra i maggiori esportatori di pomodori, fagiolini, sardine e polpi...






all'uscita del padiglione ci si ritrova in un giardino di erbe aromatiche molto ben strutturato e piacevole sia alla vista che all'olfatto!

Dopo ci siamo dirette verso il padiglione di Israele, non era tra quelli che ci interessavano, ci è stato consigliato da una signora mentre eravamo in fila.
A postumi dobbiamo ringraziare la signora. Il padiglione è molto semplice, all'esterno è rivestito di giardini verticali, a sottolineare la mancanza di spazio, all'interno vengono presentati due video, uno all'ingresso, più pro turismo che altro, e l'altro all'interno, appena entrati sembrava di stare in mezzo a un bosco, anche qui ci sono state fornite molte informazioni interessanti, soprattutto su come ottimizzare le poche risorse idriche, hanno infatti inventato il sistema di irrigazione a goccia e una coltivazione con acqua salata.
 
Di fianco c'è il padiglione della Francia, studiato come un mercato, è carino da vedere e molto istruttivo da leggere, sempre che uno abbia voglia di leggere, anche qui abbiamo notato come la gente sia entrata e uscita senza acquisire un minimo di informazioni...è davvero un peccato
Lungo tutto il percorso della fila è stato installato un orto, e quindi si possono vedere dal vivo piante di peperoni, di melanzane, peperoncini, alberi da frutta.... per tutti quei bambini che credono che frutta e verdura nascano in scatola! Sul soffitto di tutto il padiglione sono sistemati alimenti suddivisi in zone a seconda dell'argomento trattato. Dai formaggi, ai cereali, dall'allevamento di ostriche allo studio dei biocarburanti.

 




Poi visto che la coda sembrava scorrevole abbiamo deciso di visitare il padiglione della Cina.
Dall'esterno lo avevo "amato" anche la volta scorsa per questa interminabile distesa di fiori
All'interno i principali argomenti trattati sono ovviamente quello del Te, la via della Seta e i bachi e l'anatra laccata di cui c'è una rappresentazione della preparazione in terracotta







Poi ci siamo diretti verso il padiglione della Corea. Per chi decidesse di andare andare a vederlo, è necessario prestare attenzione alle opere esposte nel percorso della fila (sono tre e sono giganti, impossibile non vederle, e leggere le note), a posteriori posso dire che ho acquisito molte più informazioni sui volantini e libricini a disposizione degli utenti posizionati su dei cartonati lungo il padiglione.
all'ingresso lungo la scalitana ci sono stampati e in rilievo nomi di cibi, c'è poi una raffigurazione delle "posate", a tavola oltre alle bacchette viene sempre sistemato un cucchiaio in quanto tra i cibi preferiti ci sono le zuppe e gli alimenti fermentati.
Il padiglione è incentrato sullo spreco e sull'abuso del cibo.



Uscite da qui ci siamo dirette verso il padiglione dell'Angola, stava per calare il sole, e ci avevano detto che il panorama dal tetto dell'Angola è stupendo.
Non solo è l'unico stato africano ad avere un padiglione vero e proprio, ma è un padiglione enorme, probabilmente il fatto che Angola vuol dire petrolio e diamanti ha inciso parecchio sulle loro possibilità economiche.
Il padiglione è ben fatto, fornisce informazioni interessanti a chi ha voglia di andare al di la delle figure!
Il panorama non è il massimo, ma sulla terrazza sono state piantate piante tipiche e ho potuto vedere una pianta di cocco "appena nata"







uscite dall'Angola ci siamo dirette verso il padiglione del Cile. La volta scorsa quando c'eravamo arrivate aveva appena chiuso e avevamo fatto shopping nel loro negozietto, dove invece delle solite cianfrusaglie c'era solo cibo, spezie, te, senapi, creme, oli....vista la quantità e varietà degli alimenti in vendita pensavamo che il padiglione fosse..."di più" e invece delusione. Si riduce a qualche foto e a un filmato fatto tutto a pc...che se l'argomento fosse stato "sviluppo video" era un conto....ma così...molto meglio visitare solo lo shop!

Uscite dal Cile finalmente pausa pranzo/cena. Davanti al padiglione Austria c'era una sorta di baracchino che faceva hot dog... 6.50 euro per un hot dog da mangiare in piedi?????? siamo tornate al "quadrilatero" coop, e con 6 euro ci siamo mangiate un hot dog e bevuto una birretta!!
Stremate dalla giornata massacrante abbiamo deciso di andare verso la stazione dei treni, ormai erano le otto e mezzo...e davanti all'uscita ci ritroviamo il padiglione Zero senza coda, senza nessuno, se non una ragazza che stava iniziando a rassettare...ci siamo fatte forza per un ultima visita, la ragazza ci ha fatto entrare per il rotto della cuffia...devo dire che siamo state fortunate.
Appena entri ti ritrovi davanti a un immensa "finta" libreria di legno (vero??) è impressionante e ti fa sentire una formica, poi c'è un salone enorme dove viene proiettato un filmato che non ci siamo fermate a vedere...poi pareti di semi e legumi, e stanze con animali a grandezza naturale, poi una sorta di percorso evolutivo edile, dal villaggio rurale alla città di soli palazzi, per terminare con una stanza con una sorta di riassunto di cosa stanno facendo i vari paesi per migliorare la loro situazione o quella globale.
 

 










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